Nei giorni scorsi è stato attivato l’Organismo Paritetico per l’Innovazione, uno strumento nuovo previsto dall’art. 6 del CCNL 2016/2018 che rappresenta una modalità relazionale finalizzata al coinvolgimento partecipativo delle organizzazioni sindacali di categoria titolari della contrattazione integrativa su tutto ciò che abbia una

dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo.

Il nostro Istituto è stata la prima tra le Amministrazioni dell’Area Funzioni Centrali ad attivarlo su una tematica di interesse per i CML.

Si è discusso dell’ipotesi di rivisitazione dell’Area Medico-Legale che l’Amministrazione ha presentato alle OO.SS., nella quale si prevede una modifica della distribuzione delle attuali 97 UOC sul territorio nazionale e il ripristino di alcune delle UOS soppresse dalla Determina Presidenziale n. 150/2018.

La nostra Associazione, valutato il documento, nel corso della riunione ha rilevato alcune incongruenze nella distribuzione territoriale delle UOC/UOS.

In particolare, dal testo si rileva che per istituire nuove UOC sul territorio di Roma e Napoli, in considerazione della complessità territoriale, della popolazione afferente e della stipula della convenzione a Roma per l’effettuazione della prima istanza in materia assistenziale, sono state declassate a UOS 7 sedi provinciali che, per motivi diversi, presentano elementi di complessità tali da richiedere la presenza di un coordinatore UOC.

Inoltre, nel documento presentato dall’Istituto si riscontra una diversa distribuzione delle UOC in territori per molti aspetti analoghi come la provincia di Napoli e di Milano, nelle quali si prevedono rispettivamente 4 e 1 UOC.

Infine, abbiamo evidenziato come CML con alto carico di lavoro (per es. Napoli Vomero) siano previsti come UOS privilegiando altri criteri (competenza territoriale della ASL di riferimento) per individuare le UOC.

Tutto ciò determina, a nostro avviso, uno squilibrio tra la complessità dell’attività svolta nelle sedi e l’individuazione delle UOC.

Pertanto, su richiesta dell’Amministrazione, abbiamo formalizzato una proposta alternativa, chiedendo l’ampliamento delle UOC che riteniamo indispensabile per garantire la funzionalità sui territori di Napoli e Roma e, contemporaneamente, nei capoluoghi di provincia.

In ogni caso, abbiamo individuato dei criteri per salvaguardare almeno alcune UOC provinciali che nell’ipotesi dell’Amministrazione vengono declassate a UOS, chiedendo al contempo l’impegno dell’Istituto ad ampliare al più presto le sedi UOC, anche in vista dell’imminente concorso.

A quest’ultimo riguardo, abbiamo chiesto all’Amministrazione, che ormai da lungo tempo definisce il concorso come imminente senza però formalizzare in alcun modo l’avvio delle procedure, di espletarlo nel più breve tempo possibile e senza ulteriori ritardi, in quanto il meccanismo delle deleghe non risulta più coerente con le necessità di gestione dei CML.

Roma, 22/06/2020

                       Il Segretario Nazionale                                       Il Presidente

                          Giuseppe Fatigante                                     Giuseppina D’Intino

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