Mercoledì scorso (28/04/2021), abbiamo incontrato l’Amministrazione per discutere la bozza del messaggio relativa al piano di recupero delle giacenze dei Centri Medico Legali.
Preliminarmente, abbiamo ribadito la carenza di personale medico che ormai ha raggiunto livelli insostenibili.


Gli ultimi dati sulla consistenza del personale dipendente ad aprile 2021 rilevano un numero di medici pari a 341, dei quali 74 andranno in pensione entro un anno mentre da maggio 2020 abbiamo già perso 58 unità.
Solo recentemente il concorso per medici di II livello si è sbloccato e finalmente il CdA ha emanato una Delibera, che però attualmente è ferma per la necessità di inserire un percorso concorsuale specifico, che deve prevedere il requisito del bilinguismo, per la provincia di Bolzano mentre il concorso per I livello, anch’esso autorizzato, non è stato ancora deliberato.
L’altra criticità che abbiamo segnalato è quella correlata alle vaccinazioni in quanto la nostra categoria non è stata inserita, come tutti gli altri medici pubblici, tra quelle a rischio da inviare alla vaccinazione con priorità.
Di contro, però, oggi l’Amministrazione vuole obbligare i medici e i collaboratori sanitari alla presenza in sede in quanto tutelati dalla vaccinazione, ignorando che chi di noi si è vaccinato lo ha potuto fare solo per iniziativa personale o del proprio ordine professionale e che, non essendoci stato un comportamento omogeneo sul territorio, non tutti i medici e i collaboratori sanitari sono stati vaccinati.
Entrando poi nello specifico della bozza, abbiamo evidenziato innanzitutto che è necessario esaminare i dati delle giacenze per avere contezza delle situazioni di criticità e, successivamente, distinguere le diverse realtà apportando correttivi specifici e non generalizzati sul territorio nazionale.
Contestiamo, quindi, la volontà dell’Amministrazione di voler negare indiscriminatamente al personale medico e sanitario, nonostante la proroga dello stato di emergenza al 31 luglio 2021, il diritto allo smart working scaricando sui medici tutta la responsabilità dell’attuale arretrato relativo alle prime istanze e alle revisioni di invalidità civile.
In particolare, abbiamo chiesto di non modificare l’organizzazione di quei CML che hanno raggiunto un buon equilibrio tra la necessità di smaltire l'arretrato (sia su visita sia agli atti) e le esigenze di sicurezza delle sedi nel rispetto dei protocolli anche perché, se così non fosse, risulterebbe incomprensibile la volontà di modificare, senza alcun motivo, un’organizzazione del lavoro che ha prodotto risultati positivi sotto tutti i punti di vista.
Inoltre, abbiamo evidenziato che il ricorso allo straordinario e l’apertura delle sedi nella giornata del sabato difficilmente potranno migliorare la produttività.
Ciò in quanto, in molte realtà, non è certa la disponibilità dei medici di categoria e degli operatori sociali e molti dei colleghi convenzionati svolgono altre attività, considerata la loro condizione di precarietà e l’orario limitato a 25 ore settimanali per la loro attività in Istituto.
Quindi, tali misure rischiano di determinare solo difficoltà organizzative e impiego di risorse nelle sedi per ottemperare a quanto previsto dal protocollo sulla sicurezza siglato nel giugno 2020, nonché ulteriore stress da affaticamento lavorativo in un corpo medico già molto provato.
In conclusione, abbiamo chiesto che:
- il piano di rientro venga predisposto dai responsabili medici dei CML che si potranno raccordare con i territori che hanno raggiunto risultati positivi per rendere efficienti le lavorazioni agli atti dei verbali
- non venga abolito tout court il lavoro agile per medici e i collaboratori sanitari, ma venga autorizzato dai responsabili dei CML con riferimento alle specifiche necessità produttive delle sedi
- vengano implementate le procedure informatiche per l'invio della documentazione sanitaria da parte dei cittadini relativamente alle domande di prima istanza
- venga organizzato un piano di sussidiarietà che non penalizzi eccessivamente i CML virtuosi e indichi gli strumenti e le risorse a disposizione per tale sovraccarico di attività.
Prendiamo atto che, al termine della riunione, l’Amministrazione ha manifestato la disponibilità a rivedere il testo del messaggio, rinviando a un prossimo incontro con le OO.SS., da tenersi a breve, gli approfondimenti necessari sui quali vi terremo informati.
Roma, 30/04/2021

Il Segretario Nazionale Il Presidente
Giuseppe Fatigante Giuseppina D’Intino

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