Nei giorni scorsi abbiamo sottoscritto il CCNI 2025 per il personale dell’Area Medica.
Come preannunciato dall’Amministrazione il testo ricalca sostanzialmente quello del 2024, ma è stato condiviso da tutto il tavolo considerato che si riferisce a un anno ormai concluso, con l’intento di avviare al più presto le trattative per i CCNI 2026, così come per i CCNI dei Dirigenti e dei Professionisti.
Il fondo per la retribuzione accessoria dell’Area Medica per l’anno 2025 ammonta a € 37.743.425,11; tale incremento rispetto all’anno 2024 è dovuto agli aumenti previsti dal CCNL 2022/2024 sottoscritto a ottobre 2025.
Altro elemento di novità rispetto al CCNI 2024 riguarda la modalità di erogazione della retribuzione accessoria con riferimento alla performance individuale.
Considerato che i nuovi criteri di valutazione sono stati introdotti nell’anno 2025 e che le schede della valutazione intermedia non sono state redatte nei tempi indicati dal Piano della Performance, sono state individuate delle fasce retributive che non dovrebbero essere eccessivamente penalizzanti per i colleghi che non hanno avuto la valutazione massima.
Al riguardo, ci riserviamo di rivalutare gli scaglioni retributivi per l’anno 2026, qualora quelli previsti per l’anno 2025 non dovessero risultare equilibrati.
Tra i vari argomenti trattati, abbiamo evidenziato il problema degli incarichi “ad interim” UOC e UOS dell’Area Medica che non trovano alcun fondamento nel CCNL e che l’Amministrazione continua ad assegnare a colleghi che, pur essendo in posizione utile nella graduatoria del concorso per medici di II livello per l’assegnazione di un incarico UOC, si trovano invece a svolgere l’incarico senza alcun riconoscimento economico.
Analogamente i colleghi che gestiscono le UOS sono da anni, ormai troppi, in attesa di interpelli per l’assegnazione formale dell’incarico.
Pertanto, risulta inderogabile procedere allo scorrimento già autorizzato della graduatoria dei medici di II livello e subito dopo alla pubblicazione degli interpelli per gli incarichi UOS.
Abbiamo, inoltre, sollecitato l’Amministrazione a rivedere il Regolamento di autorizzazione degli incarichi extra ufficio, specificando che la Libera Professione dei medici non può essere incardinata in questa categoria regolamentata da norme specifiche; ciò in quanto la libera professione si basa su un rapporto fiduciario tra medico e paziente che non configura in alcun modo un incarico extra ufficio.
Ancora una volta ribadiamo che “l’attività libero-professionale medica” è prevista da una norma contrattuale (art. 46, comma 1, lettera q del CCNL 2022-2024) che vincola anche l’Amministrazione che, però, continua a definirla impropriamente “attività extra-ufficio autorizzata” ex art. 53 del D.Lgs. 165/2001.
Al riguardo, riteniamo che per garantire l’effettivo espletamento della libera professione è necessario che l’incompatibilità dei medici non venga più considerata in assoluto come “potenziale”, ma valutata quando si manifesti in concreto, cioè solamente quando ricorrano singole circostanze e situazioni che rendano opportuna l’astensione del sanitario dal giudizio medico-legale.
Abbiamo anche chiesto ulteriori chiarimenti rispetto all’implementazione del fondo per la retribuzione accessoria, con riferimento alle assunzioni in deroga, stabilite per legge, dei colleghi vincitori dell’ultimo concorso.
L’Amministrazione ha nuovamente chiarito come nell’anno 2026 la quota pro capite destinata all’incentivo progetti speciali sarà necessariamente più bassa rispetto all’anno 2025 in quanto la quota complessiva viene definita a inizio anno sulla base dei medici in servizio a fine 2025.
Tuttavia, l’implementazione pro quota del fondo, che nell’anno 2026 seguirà i tempi dell’immissione in servizio dei medici, compenserà progressivamente la riduzione dell’incentivo progetti speciali per l’anno 2026 fino ad arrivare e regime nel 2027.
Pertanto, ancora una volta vogliamo tranquillizzare tutti i colleghi rispetto ai periodici allarmismi sul fondo da parte di coloro che, non avendo argomenti tecnici per contestare quanto da noi sostenuto, si servono di slogan ad effetto e gettano un discredito del tutto infondato sulla nostra Associazione.
In risposta a tali contestazioni non riteniamo che servano parole.
La nostra storia parla per noi e illustra quanto l’Associazione ha fatto negli anni, sostenendo posizioni che hanno sempre avuto come obiettivo l’interesse dell’intera categoria, senza perseguire interessi personali.
Tuttavia, proprio non possiamo tollerare che vengano attaccati singoli colleghi che, nonostante le difficoltà che in questo momento travolgono i CML, con indiscussa professionalità quotidianamente coordinano l’attività dei medici guidandoli in questa grande sfida della nuova Disabilità che li vede in prima linea.
Proprio rispetto a tale carico lavorativo abbiamo ribadito al tavolo, ancora una volta, la necessità di individuare per tutti i medici ulteriori risorse che possano implementare il fondo della retribuzione accessoria superando il limite, ormai anacronistico e incoerente, fissato dalla normativa vigente.
In alternativa, chiediamo all’Amministrazione di sostenere una proposta di legge che riconosca anche ai medici INPS lo stesso stato giuridico/contrattuale dei medici del Ministero della Salute, consentendo così di ottenere nel prossimo CCNL un’equiparazione ai medici presenti nella nostra stessa Area contrattuale.
A margine dell’incontro, abbiamo ancora una volta segnalato le difficoltà organizzative dei CML correlate alle ultime disposizioni sulle missioni; al riguardo l’Amministrazione ci ha assicurato che, a breve, ci saranno ulteriori indicazioni che faciliteranno lo svolgimento delle attività fuori sede dei colleghi.
Vogliamo chiudere con un saluto ai nuovi colleghi vincitori del concorso che hanno preso servizio in questi giorni, formulando i nostri migliori Auguri di Buon Lavoro.
Roma, 13/03/2026
Il Segretario Nazionale Il Presidente
Giuseppe Fatigante Giuseppina D’Intino